La distilleria Monterbe ha sede a Palazzolo Acreide (SR) ed è situata nel contesto naturalistico dei monti Iblei in Sicilia. Tradizioni di vario ordine di questo territorio, vedono al tempo della dominazione spagnola, la pratica della distillazione, mediante l’uso dell’ alambicco a campana, il quale consente la ricaduta dei vapori all’ interno della caldaia, questo singolare metodo veniva utilizzato in centro america “Caraibi” per le melasse da canna da zucchero. Non avendo però i contadini melasse da zucchero disponibili, ma avendo miele in grande quantità, sugli iblei è situata anche la necropoli di Pantalica, a cui si può ricondurre la vita del popolo delle api durante la faces di Pantalica nel 7° secolo avanti Cristo, il collegamento tra alambicco a campana e melassa da miele venne presto collegata dagli apicoltori dell’800, chiamati "Fasciddari".  Un altra importante testimonianza storica, proviene dallo studio della Professoressa Martina Albertocchi che ha analizzato i ritrovamenti archeologici rinvenuti nel sito di Bitalemi (Gela) a cui si aggiungono le steli calcaree di origine corinzie, rinvenute ad Akrai (Palazzolo Acreide), dall’insieme dei due emerge che era frequente l’uso di idromele durante le festività di Demetra, dea della fertilità e dell’abbondanza, a cui veniva dedicato un rito molto particolare: le Thesmoforie di Demetra, che si svolgeva in tre giorni: Anodos, Nesteya, e Kalligeneia, ove si rievocavano le traversie di Demetra nello strazio subito durante la ricerca della figlia Persefone, rapida da Ade e portata negli inferi per farne la propria sposa. Raccontano le storie che questa madre non volle rassegnarsi al destino di perdere la propria figlia e la cercò fino a non ricondurla a casa almeno per 2 stagioni l’anno, la primavera e l’estate, per lasciarla allo sposo durante i mesi invernali, durante i quali però la Dea Demetra si rifiutava di fare fiorire la terra (e da qui ebbero anche origini le stagioni in Sicilia). Volendo brevemente dissertare sul rito: La ricerca non fu semplice e Demetra girovagò a lungo, per trovare la figlia, accompagnata unicamente dalla disperazione, e così nel primo giorno delle tesmoforie, chiamato Anodos, si descrive la salita al tempio, compiuto dalle donne (spose e ragazze da marito) che celebravano il rito. nel secondo giorno chiamato Nesteya, le partecipanti costruivano dei giacigli in mezzo ai canneti e lì celebravano il digiuno e la sofferenza, evocando quello di Demetra disperata, nel terzo giorno chiamato kalligeneia, la gioia e l’inno a demetra veniva finalmente celebrato mediante il consumo di idromiele per lenire la sofferenza subita. Quindi distillato di miele dal periodo spagnolo, fermentato di miele dal periodo greco, riusciamo così a leggere i presupposti per i quali la distilleria Monterbe, non poteva che iniziare il proprio percorso produttivo, proprio da questi inebrianti, presenti da secoli nel territorio Ibleo. Ma Monterbe, aveva ed ha, anche un altro obiettivo da raggiungere, volgendo lo sguardo a quel sistema, divenuto frontiera, che pone al centro la dieta mediterranea, i cui contenuti spesso soltanto etici, ma di alto profilo nutrizionale, devono anche trovare formulazioni adeguate sotto il profilo bio-chimico.
Le produzioni realizzate tutte rigorosamente di tipo artigianale, vedono l'esplicitazione di pratiche erboristiche che intendono impiegare la biodiversità presente sui monti Iblei, circa 1800 organismi vegetali diversi. Motivo per cui la ricerca e l’individuazione dei prodotti del paniere del miele deriva dall’ obiettivo di realizzare un acquavite, che ben si colloca nella dieta mediterranea, e quindi non più solo informazioni legate all’ ottimismo dei cultori, che in tutto il mondo manifestano affezione per essa, ma anche analisi della bassa ossidazione delle materie prime che la compongono, (olio, vegetali e genuinità degli ingredienti). Monterbe seguendo tali principi, che poi sono alla base di diete salutistiche, coltiva la realizzazione di prodotti dal marcato profilo organolettico alcalinizzanti per l’organismo. Nel caso dell’Idromele, con un PH di circa 3,4, che viene trasferito senza mutazioni anche nel distillato, parametro sufficiente nel primo caso a tenere lontano i patogeni, fa si che i due prodotti realizzati, nelle diverse varianti disponibili, rende i medesimi idonei a favorire la digestione dei cibi, sia durante il pasto con l’idromiele aromatizzabile con le varie botaniche Iblee, sia per il dopo pasto con il fine distillato di miele (da non confondersi con la grappa al miele che è cosa ben distinta) anche questo bevuto puro o nella variante al timo.

A queste punto e passando dalle fonti letterarie si è scoperta una dimensione mitologica del territorio, in una storia semisconosciuta ma molto attinente alle caratteristiche geologiche dei luoghi: La storia delle ninfe di Akrai.

Non si è voluto tacere su ciò e pertanto, a corredo di tutte le produzioni principali ( “al collo delle bottiglie” dei distillati e d'idromele) è stato posto un libricino, dove vengono trascritte, per gentile concessione, le narrazioni di Barbara Crescimanno. Le bottiglie così viaggeranno come "Ambasciatrici" di questi luoghi, testimoni delle origini e della cultura di Akrai, civiltà della Sicilia intera.  


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